“Giuseppe MURACA, “Discussioni” e le origini della nuova sinistra

 “Giuseppe MURACA, “Discussioni” e le origini della nuova sinistra

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La sconfitta del fronte popolare alle elezioni del 18 aprile 1948 ha aperto di fatto una nuova fase della storia del nostro paese, quella del centrismo, della guerra fredda e dello stalinismo, caratterizzata dal dominio incontrastato del conservatorismo democristiano e da un clima di restaurazione politica e culturale. Anche la vita interna dei partiti della sinistra, il dibattito politico e l’attività culturale ad essi connessi risentirono di quel clima chiuso e stagnante, tanto che tutte quelle esperienze che non rientravano nei crismi dell’ortodossia venivano emarginate se non addirittura ridotte al silenzio. Proprio in quel periodo alcuni piccoli gruppi della sinistra critica ed eterodossa diedero vita a delle rivistine e a dei fogli ciclostilati che ebbero un’esistenza quasi clandestina e che circolarono in ambiti molto ristretti e in poche centinaia di copie, con cui si cercò di mantenere vivi gli ideali nati nel corso della resistenza e dell’immediato dopoguerra. Fra le iniziative più significative bisogna senz’altro annoverare la rivista “Discussioni”, la quale, rimasta per lungo tempo archiviata nelle biblioteche private dei redattori, è stata di recente riesumata e stampata, nella sua versione integrale, dai promotori del Centro Studi Franco Fortini che fa Capo all’università di Siena. Si tratta di un “documento” di una certa importanza che ha assunto nel corso degli anni un significato e una valore quasi mitici e che ci permette, tra l’altro, di ricostruire e di conoscere meglio la cultura di quel periodo e l’itinerario di alcuni dei maggiori protagonisti della cultura di sinistra del nostro dopoguerra, anche se, dato il periodo così poco favorevole alla memoria storica, non credo che l’iniziativa riceverà l’attenzione che merita. Il volume è introdotto da una lunga testimonianza personale di Renato Solmi, mentre in appendice vengono riportate le brevi rievocazioni di Roberto Guiducci, Fulvio Papi, Emanuele Tortoreto e Luciano Amodio, una scheda di Sergio Caprioglio tratta dal volume Milano com’è, Milano, Feltrinelli, 1962, pp. 268-270, e un brano dell’articolo di Franco Fortini, Che cosa è stato “Ragionamenti”, pubblicato per la prima volta nell’“Almanacco socialista”, Milano, Edizioni Avanti, pp. 392-398. Il progetto dei “Fogli di Discussioni” venne ideato da Delfino Insolera, e subito sostenuto da Roberto Guiducci; ai due fondatori si aggiunsero nel corso degli anni, Renato Solmi, Luciano Amodio, Michele Ranchetti, Emanuele Tortoreto, Franco Fortini, Cesare Cases, Sergio Caprioglio, Claudio Pavone, Armanda Giambrocono Guiducci e pochi altri. La redazione si riuniva a Milano, in casa di Guiducci. I componenti del gruppo erano per lo più giovanissimi, da poco laureati o ancora studenti, ad esclusione di qualche indipendente, erano militanti del PCI e del PSI. I primi numeri furono battuti a macchina sotto forma di questionario e inviati per la risposta a un gruppo ristretto di amici. La rivista assunse quindi un carattere interlocutorio, di dialogo e di confronto fra persone che erano legate da forti affinità politiche e morali. E infatti leggendo queste pagine si avverte quasi un senso di calore umano, di cordialità e di solidarietà che magari faceva difetto nella realtà. Dal 1950 la rivista venne ciclostilata, ma mantenne, tutto sommato, la sua precedente impostazione. Il filo conduttore del discorso della rivista è costituito dalla caparbia ricerca della verità, di un marxismo più autentico, diverso da quello ortodosso o ufficiale, come dir si voglia. “Discussioni” si poneva di fatto sul solco tracciato da precedenti esperienze del giornale “La Verità”, fondato a Milano dallo stesso Insolera in contrapposizione alla “Pravda” staliniana, della rivista “La Cittadella” di Bergamo, diretta da Salvo Parigi, e del più celebre “Politecnico” vittoriniano, che cercavano di mantenere ancora vivi gli ideali nati nel corso della resistenza e dell’immediato dopoguerra. Alla base dell’iniziativa c’era infatti quello spirito di rinnovamento politico e culturale che ha caratterizzato quelle minoranze intellettuali che anche nel corso degli anni più duri dello stalinismo e della guerra fredda si attivarono per creare delle prospettive diverse rispetto a quelle tradizionali. Quindi la critica al modello sovietico e al marxismo ortodosso veniva coniugata con l’attenzione verso quelle esperienze teoriche e politiche che si ponevano su un nuovo versante e che venivano trascurate o criticate dalla sinistra ufficiale. Tuttavia, per non indebolire il fronte dei partiti antifascisti in un momento così difficile, gli animatori della rivista decisero di effettuare il loro dissenso all’interno del movimento operaio organizzato. Da questo punto di vista “Discussioni” può essere considerata una chiara manifestazione di quella cultura del dissenso, un annuncio di quel marxismo critico che sarebbe emerso dopo il 1956. Tra i principali temi trattati bisogna annoverare il rapporto fra violenza e non violenza, fra attività culturale e azione politica, fra marxismo e scienza, la critica del socialismo reale e la ricerca dell’autenticità della teoria marxista. L’esperienza di “Discussioni” si è conclusa con il n. 1-2, aprile-maggio 1953. In seguito gran parte del gruppo ha proseguito la sua attività con la rivista “Ragionamenti”, e in parte con “Opinione”. Dopo la crisi del 1956 e il XXXII congresso del PSI del febbraio del 1957, il gruppo si è poi diviso fra chi ha accettato e sostenuto la politica riformista del centro sinistra e chi invece nel decennio successivo ha alimentato l’attività delle riviste del marxismo critico e della nuova sinistra, “Quaderni rossi”, “Quaderni piacentini”, “Il corpo”, ecc. ecc. Blog “Intellettuali/storia”, 2001.”.

“Giuseppe MURACA, “Discussioni” e le origini della nuova sinistraultima modifica: 2012-03-24T15:03:35+01:00da mangano1
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